Nasce da un'idea degli artisti Claudio Irmi di Cesena e Giampiero Maldini di Cervia, ai quali si è unito in seguito Luciano Medri di Cervia, un progetto di divulgazione inerente la Calcografia, trattando in particolar modo la tecnica dell'incisione a Puntasecca. Ancor oggi tanti, forse troppi, ogni qualvolta si trovano di fronte ad una "stampa", tendono a generalizzarla in "litografia"; il tutto senza invece cognizione alcuna di tecniche, materiali e mezzi, tramite i quali ha invece origine una vera Stampa d'Autore.
Lo Studio Graffio3 collabora con l'Associazione Culturale Menocchio di Cervia organizzando molteplici laboratori didattici e ricreativi di pittura per le Scuole del comprensorio.
Presente, dall'aano 2007, alla Fiera Vernice ArtFair di Forlì, ed è curatore di cartelle grafiche commemorative in collaborazione con Enti ed Istituti Pubblici e privati.




La calcografia
[....] le sue origini sono incerte, sembra essere nata in Germania verso il 1430 quando si può supporre fosse conosciuto l'uso del torchio a cilindri in sostituzione del torchio verticale fino allora usato per la xilografia. Essa si differenzia in base ai sistemi utilizzati per la preparazione della lastra.
Nella puntasecca l'incisione è ottenuta con la semplice deformazione meccanica della superficie metallica.
Nel bulino l'incisione è ottenuta con l'asportazione meccanica di materiale dalla superficie della lastra.
Nell'acquaforte e nell'acquatinta il tratto inciso viene ottenuto con asportazione chimica di materiale dalla superficie della matrice.

Elaborazione della forma:
Il Parmigianino (1503-4/1540) usa la punta secca sullo stagno, materia che cede facilmente all'intaglio, ma altrettanto facilmente cede alla pressione della macchina da stampa rendendo così progressivamente labile la tiratura dopo le prime copie stampate. Il rame è il metallo elettivo e, per quanto possa essere affilata la punta che incide, non si supera agevolmente l'attrito opposto dalla forma. La maggiore o minore pressione esercitata dall'incisione sulla lastra, determina la variazione di profondità, e, quindi, d'intensità della traccia. Essa presenta, lungo i margini, le barbe costituite dal ripiegarsi del metallo aperto dall'intaglio e rovesciato ai lati come la terra dal vomere. (Barbe eliminabili con il raschietto se si desidera ottenere una traccia netta)
Il segno è fresco, immediato, arricchito dalla pastosità creata dalle barbe impregnate d'inchiostro e si differenzia nettamente dal segno del bulino che elide il metallo con perfetta regolarità e continuità.

Tecnica di stampa:
La tecnica di stampa è caratterizzata dall'impressione delle parti della forma in incavo.

Tiratura:
La pressione di stampa è del tipo ad attrito volvente.La forma incisa cede dopo un limitato numero di copie, se si tratta di rame, e, molto più rapidamente se si tratta di zinco. La traccia, sotto l'azione del cilindro pressore, è compressa e i lati del solco che la determinano tendono a riavvicinarsi, il solco stesso a riempirsi delle barbe con progressiva attenuazione dei segni. Il numero degli esemplari, se non si procede all'acciaiatura oppure all'ottonatura della forma mediante procedimento galvanoplastico, è limitato per il rame a poche decine di esemplari integri e per lo zinco ai primo fogli stampati.




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(giugno 2002 - dicembre 2015)
Pagina aggiornata: 23122015