|
......cartonati ...
....l'occhio
spazia sulle melodie di un paesaggio, una figura, un oggetto o una semplice forma e traduce in eufonia le emozioni dell'attimo
memorizzandole; armonie archiviate che si intrecciano e originano
il nostro immaginario.
- ...ai'hò la testa pina ad quadret, i'è zà prunt, dam un tòc ad carton, babin, che a fàz du scaraboch ...-
(ho la testa piena di piccoli quadri, sono già pronti, dammi un pezzo di cartone, bambino, che faccio due scarabocchi).
Questo era l'immaginario del nonno Tugnìn.
Non da meno la spontaneità del caro Tono Zancanaro:
-...hai l'occhio lucido amigo mio .... bene .... fammi un disegno, dove
vuoi e come vuoi, compagno, ma fammelo !-
- Un tòc ad cartòn - e - dove
vuoi e come tu vuoi - documentano la spontaneità del mio segno quando "l'occhio
lucido" deve alleggerire la sensibilità dell'attimo.
.......Cartonati.......
le immediatezze del segno, i supporti, il colore, gli inchiostri, le
crete e gli stucchi, ossatura emotiva dell'istante.
In queste pagine che ti appresti a visitare li offro in versione monocromatica;
spogliati del colore che, quale estasi emotiva, è l'anticamera
dell'immaginario.
Ma questa é un'altra storia ..........
|