Come chiarisce la definizione stessa è un unico esemplare di stampa; (dal greco infatti "unica impronta"). Tale tecnica consiste nella realizzazione di un'immagine stampata solitamente con l'ausilio di un torchio calcografico per cui la matrice di disparate forme, dimensioni e materiale, viene disegnata direttamente con l'inchiostro calcografico, o colori ad olio, o con i più recenti inchiostri all'acqua inserendo ritagli di carte colorate, pezzi metallici, ed altro, secondo il gusto personale.
La superficie così movimentata risulterà  piacevolmente materica. Avviata la stampa, non è necessario usare carta bagnata come per l'acquaforte ma solo leggermente inumidita, preferibilmente sul retro con spruzzino o spugna. A questo punto passando il tutto nel torchio si otterrà  l'immagine del proprio manufatto, impressa sul foglio, ovviamente rovesciata rispetto alla matrice.
Altro metodo di preparazione di un monotipo è quello di stendere a mezzo rullo sulla superficie della matrice del colore il più uniformemente possibile il quale verrà  "sottratto" ovvero asportato con una spatolina o stechetta di legno o raschietto. Questo procedimento sottrattivo è stato molto usato da Giovanni Benedetto Castiglione, detto il Grechetto (Genova 1609 - Mantova 1665) al quale si attribuisce l'invenzione. Si può dedurre che il monotipo lascia ampio spazio alla fantasia e alla sperimentazione.
(Fonte Wikipedia)





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Aggiornata: 11122015