....... un caro ricordo, risalente agli anni del Liceo, del mio insegnante di figura disegnata il quale, quando riteneva che i suoi alunni, durante le ore d'esercizio, si fossero realmente applicati anima e corpo ai suoi insegnamenti, rovistando nella borsa che sempre l'accompagnava, estraeva una piccola lastra di rame ...........
Previo giuramento che nessuno di noi avrebbe rivelato il fattaccio, ci mostrava come incidere una lamina di metallo. Le lezioni erano solo piccoli assaggi di breve durata, (una pausa ad lavor) come la definiva lui, e mai si poteva vedere il risultato di stampa, .....non era materia di insegnamento da programma scolastico e quindi .....non si poteva andare oltre.
La mia prima punta da incisione, dati i costi del materiale nei negozi di belle arti, altro non era che un semplice chiodo d’acciaio passato e ripassato alla lima ed io, novello incisore, mi dilettavo, sopra ogni dove, a graffiare, incidere e spesso anche a procurarmi qualche piccola ferita.

Certo anni di spensierata giovinezza, il complessino musicale, la pesca, i modellini radiocomandati e, tanto desiderata, la morosa che non si imbatteva mai in me, in quegli anni, mi ripeto, l'interesse verso questa tecnica era tutto incentrato esclusivamente sulla manualità che l'incisione comportava.
Ero indifferente alla resa monocromatica delle stampe che ero solito vedere alle varie mostre ..... esistevano sì i retouchè a mano, le litografie, ........ ma era tutta un'altra storia ed io, forse purtroppo, ho invece sempre amato le favole.

La "morosa" e le due splendide figliole che tale incontro ha generato, unitamente al mio sviscerato amore per la pittura ad olio, mi portano agli anni ottanta ed all'incontro con il grande Tono.
Tono Zancanaro, l'amico Tono, quella poetica linea musicale generosa di accordi grafici, in una di quelle magnifiche giornate trascorse a “Villa Il Parnaso”, in quel di Gonzaga, un giorno in cui si argomentava di incisioni, ebbe a dirmi: - Amigo Maldini, se non ti piace nera, .... usa il colore amigo! -.
Certo, era così semplice, bastava colorare la lastra!

Sono trascorsi oltre vent'anni da quegli indimenticabili anni e sono giunto all’oggi, l’amico dipingitore Claudio Irmi mi ha tentato mettendo a mia disposizione il suo tirabozze, e, non pago, pure la prima punta, ..........è fatta..........
Sulla lastra istinti che si trasformano in emozioni plasmate dal colore, accarezzo delicatamente i solchi d’incisione sfiorandone le morbide barbe, fogli di carta estratti dall’acqua, il colore........
Una prova per la stampa, la prima copia, la seconda, la terza..........e già mi sento più leggero........
Forse è giunto il momento, quando l’istinto si ridesterà, di passare ad un’altra favola.

...E' buona, si stampi!

Giampiero Maldini
Gennaio 2003





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Aggiornata 24122015